Se c’è una certezza che guida ogni mio giorno lavorativo è che restaurare non significa semplicemente riparare un oggetto, significa mettersi in ascolto, proteggere una storia e fare in modo che un messaggio importante non vada perduto. In questo periodo ho il privilegio di avere sul tavolo un’ opera monumentale, etica e di rara bellezza ovvero lo storico Gioco dell’ Oca dipinto a mano nel 1995 da due artisti e compagni di vita, Paola Maestroni e Furio Ferri. Un’ opera che, una volta interamente ricomposta ed esposta, occupa una superficie di 100 metri quadrati. Per capire l' emozione che provo nel toccare queste grandi tessere, bisogna fare un passo indietro e scoprire la realtà di Animum Ludendo Coles, dal motto latino "giocando si coltiva l' animo", la bellissima realtà fondata proprio da Paola e Furio. Da oltre trent' anni portano avanti una missione tanto poetica quanto rivoluzionaria: trasformare gli spazi urbani, le piazze (grigione) e i cortili delle scuole in luoghi di incontro attraverso il gioco. Ispirandosi ai principi dell'UNICEF, Paola e Furio curano il diritto al gioco come elemento fondamentale per la crescita, l' inclusione sociale e il dialogo tra generazioni. Questo grande Gioco dell’Oca del 1995 rappresenta le radici profonde del loro progetto. Nasce come opera corale, dipinta a mano con l’ aiuto e l’ entusiasmo dei ragazzi del liceo artistico di Lodi. Ne è nata un' opera intrisa di sogni, risate e di quella freschezza giovanile che, a distanza di trent’ anni, vibra ancora sotto lo strato del tempo. Curare le ferite del tempo, la sfida del consolidamento Il tempo, l' umidità e la vita trascorsa hanno reso il supporto e la pellicola pittorica incredibilmente fragili. Guardando da vicino le caselle, si notano i sollevamenti del colore, le piccole crepe e i distacchi che rischiano di far sbiadire questo capolavoro. In questi giorni la mia attività si sta concentrando interamente sul consolidamento. È un lavoro minuzioso, quasi chirurgico, attraverso l' uso di siringhe e bisturi da restauro guido l'Acril Primal al di sotto delle scaglie di colore sollevate, per riadesivarle perfettamente al supporto. Ogni singola goccia, ogni millimetro fissato, è un atto di rispetto verso il tocco originale di Paola, di Furio e dei ragazzi del '95. Dalla casella numero 1 con il suo splendido arco classico che si apre su un cielo terso e nuvole leggere fino alla casella finale, la numero 63, dove troneggia l' Oca Giullare e il motto dell' associazione, ogni tassello sta ritrovando la stabilità perduta. Un omaggio all' arte utile, bello come allora, pronto per il futuro La gioia più grande del mio lavoro non sta solo nel veder riemergere la brillantezza dei verdi, la precisione dei dettagli e l' armonia cromatica, sta nel sapere che questo restauro restituirà all' opera la sua funzione originaria ovvero ritornare utile. Questo gioco non è nato per essere chiuso in un caveau o guardato a distanza, è nato per essere vissuto, per accogliere i passi dei bambini e gli sguardi dei nonni e proprio a tutti. Curare le sue ferite oggi significa prepararlo a riempire di nuovo una piazza, a unire le persone e a farle sorridere. Questo articolo è il mio personale omaggio a Paola Maestroni e Furio Ferri www.ludendo.it. Un cm alla volta mi impegno a fare in modo che continui a raccontare la sua splendida storia.